Migliori FPS: i 15 migliori sparatutto mai fatti – eSports & Gaming

La classifica dei migliori FPS mai realizzati, che comprende i single-player e i multiplayer competitivi, le storie e le sfide online che sono rimaste nel vostro cuore.

Una volta erano veicolo di innovazione tecnologica, poi sono diventati il mezzo preferito di tutti per raccontare. Quando Internet ha cominciato a prendere piede, gli sparatutto erano lì per mostrarci cosa avesse di così entusiasmante. E quando i giornali vogliono farvi la ramanzina sui videogiochi violenti, i migliori FPS sono sempre lì a dare una mano. Forse più di qualunque altro genere, una lista dei migliori sparatutto racconta la storia del medium e cosa volessimo da loro in quell’epoca. È un genere che è diventato qualcosa a cui atleti possono dedicare le loro vite e riempire arene grazie al loro talento, ma è anche capace di porre domande scomode su quello che vediamo succedere nella politica internazionale.

I migliori giochi FPS di sempre —

Questo rende estremamente difficile pescare i migliori 15 sparatutto di sempre per farne una classifica. Come per i migliori RPG di tutti i tempi, l’unico paletto posto è non più di un titolo per serie, altrimenti avreste visto tanti capitoli di Quake e Half-Life qui sotto. 

15. Halo: Combat Evolved —

Bungie ha stabilito un intero set di regole con Halo ed è giusto celebrarlo così. Queste regole hanno reso gli sparatutto facili da padroneggiare con un controller – due armi primarie e una pistola, scambiabili con i pulsanti frontali, invece di 11 armi tra cui spaziare usando i numeri su una tastiera o la rotellina del mouse, ad esempio.

Le arene per i combattimenti con spazio per pianificare e improvvisare. I veicoli. Questo è stato il calco che ha usato un’intera generazione di sparatutto. Il fatto che la sua storia da space opera sia genuinamente buona e le sue ambientazioni erano magnifiche al tempo è quasi incredibile.

14. Call of Duty: Modern Warfare —

Quello che Call of Duty vi ha mostrato finora – gli spettacoli che ha messo in scena prima di farli esplodere, gli elicotteri che ha fatto precipitare… Tutti questi tropi sono partiti dal viaggio inaugurale di COD nella guerra moderna. Prima di allora, la serie era un clone di Salvate il Soldato Ryan con qualche urlo in meno, ma Modern Warfare ha mostrato come quegli eventi abbiano un’inquietante analogia coi giorni nostri.

migliori fps

Un’ambientazione nel Medio Oriente, il distacco emotivo dagli omicidi (di civili e non), la possibilità di sbirciare negli edifici con la camera termica di un AC-120… quel gioco era sopra le righe, scomodo, dall’impatto assicurato. E il momento “tu prendi quello a destra” nella missione Mimetizzazione Perfetta è rimasto nella storia.

13. Metro Exodus —

Metro era uno sparatutto lineare che oscillava tra gli spazi stretti della rete metropolitana russa e la vasta tundra irradiata, ma con Exodus è passato dall’essere uno shooter a fuoco lento e atmosferico ad una specie di open world.

migliori fps

Non ha torri da scalare e collezionabili da raccogliere, per fortuna, rimpiazzando quella ripetitività con una manciata di spazi all’aperto semi-distrutti ma inquietantemente splendidi. È uno spazio che racconta la storia del mondo di Metro al pari degli amici di Artyom sul treno – e ci sono dei narratori davvero capaci là sopra… 

12. Overwatch —

Solo Blizzard poteva coinvolgere emotivamente i videogiocatori con una battaglia tra un gorilla corazzato e una E-girl che guida un mech. Le classi di Overwatch sono una festa per gli occhi, mischiano culture e riferimenti così diversi da essere assurde… e allo stesso tempo del tutto coerenti.

migliori fps

I personaggi sono chiaramente distinti da quelli degli altri giochi basati sulle classi e, visto quanti ne sono usciti dopo di lui, è un fattore da tenere in alta considerazione. Guardarlo ad un livello competitivo è come provare ad analizzare un libro di James Joyce in una lingua straniera ma lo stesso titolo è intuitivo quando ci giochi tu stesso, e questo la dice lunga su quanta cura sia stata riposta nel suo sistema di combattimento class-based.

11. Rainbow Six Siege —

“Oh, Rainbow Six vuole diventare il nuovo Counter-Strike”, dicevano tutti, con tutta l’ingenuità di chi ascoltava le hit di Miley Cyrus e faceva le Ice Bucket Challenge nel 2014.

rainbow six siege

Alla fine, Siege voleva essere qualcosa di totalmente diverso: un nuovo tipo di sparatutto tattico dove le vere armi sarebbero state gli scenari distruttibili, l’equipaggiamento e inclinare la visuale dietro un angolo. E soltanto poi ci sarebbero state le armi da fuoco. I suoi operatori altamente specializzati e l’attenzione alla creatività lo rendono ancora un unicum nel panorama, dopo tutti questi anni.

10. Dusk —

La prima cosa che ti fa Dusk è lanciarti in una stanza buia piena di uomini armati di motosega con sacchetti che gli coprono la testa. Ti dà una falce e, senza proferir parola, si aspetta che tu sopravviva usandola. Non c’è mai stato un momento in cui abbia perso il suo tratto distintivo da shooter degli anni ‘90, abbia spiegato nel nome di Carmack cosa diamine stia succedendo nel suo mondo e perché ti stiano attaccando dei tori legati a carrelli di legno, o abbia interrotto quel genuino divertimento da incubo per avvisarti della presenza di un collezionabile nei paraggi.

dusk gameplay

No, c’è una purità di intenzioni ed esecuzione in tutto e per tutto, e questo rende Dusk il miglior nuovo gioco vecchio. La velocità di movimento è quella di un cane di razza Whippet, le armi evocano i loro proiettili dalle budella di Quake, e i nemici camminano lungo binari tratteggiati alla perfezione. Un achievement da qualunque punto di vista lo si guardi.

9. Perfect Dark —

Rare era in un momento d’oro negli anni ‘90. Prima venne GoldenEye, uno sparatutto così leggendario che la gente, pur di giocarci, scese a patti con l’astruso controller del Nintendo 64. Poi, per la stessa console, lo studio inglese rifinì la sua formula sparatutto spionistico con Perfect Dark.

perfect dark zero gameplay

Un gioco che migliorò il suo “capostipite” in ogni comparto: i gadget erano più gratificanti, gli ambienti richiedevano di piegarsi e scivolare tra griglie laser e i nemici… beh, i nemici erano ugualmente abbastanza debolucci, ad essere sinceri, ma squartarli con una Calisto NTG era entusiasmante a livelli spirituali. La sua storia passava da corporazioni oscure ad autopsie aliene con gusto, e persino l’area di addestramento era un capolavoro, facendoti esplorare un istituto Carrington incredibilmente dettagliato e pieno di narrazione ambientale prima ancora che diventasse una parola di moda. 

8. Unreal Tournament —

Epic Games, erede legittimo dell’industria dei videogiochi e di tutto ciò che contiene, ha iniziato con Unreal, un gioco incentrato sulla sua grafica spettacolare… e sull’eliminare qualche alieno malvagio. Non era una rivoluzione, ma la grafica era tanta roba. La sua mossa successiva fu molto più diretta, però: un titolo che si concentrasse interamente sulla nascente scena degli sparatutto online. Doom è stato il primo a connettere i gamer, Quake spinse il deathmatch in avanti, ma Unreal Tournament è stato il primo caso in cui il deathmatch è stato il gioco.

migliori fps

Niente campagna lineare, solo una serie di partite competitive in cui sopravvivere e, se tutto fosse andato secondo i piani, dominare. Quake III Arena uscì pochi giorni dopo e si concentrava esattamente sugli stessi elementi. Ma UT è stato, e probabilmente sarà per sempre, il punto più alto di Unreal, con un fucile da cecchino su cui valeva la pena sbavare e un combattimento veloce come un lampo, a prescindere dalla modalità e dalla mappa in cui vi sareste ritrovati.

7. Titanfall 2 —

Sapete perché alla gente piacciono così tanto i giochi di Mario? È perché prendono una meccanica, ci giocano per un livello o due, e fanno quasi tutto quello che sia possibile farci prima di cestinarla in favore di qualcos’altro di nuovo. Titanfall 2 prende quello stesso approccio e lo applica agli sparatutto in prima persona. È un gioco che ridefinisce costantemente se stesso mentre giochi, sorprendendoti con qualcosa di nuovo dietro ogni angolo.

migliori fps

Persino all’infuori della sua brillante campagna, Titanfall 2 abbatte tutto quello che pensate di sapere di uno sparatutto online. Chi se ne frega del bilanciamento, prendete tutti un robot grande quanto una casa e correte sui muri, a prescindere dalla superficie. Eppure funziona, ed è ben bilanciato.

6. Team Fortress 2 —

Nessuno pensava che Team Fortress 2 sarebbe uscito davvero, figuratevi immaginare che sarebbe stato come un film Pixar per adulti a cui è impossibile giocare e del quale non riuscite a smettere di parlare ad anni di distanza. Questa era la magia di Valve negli anni ‘90. Le sue nove  classi si combinavano così bene l’una con l’altra. I piro contrastavano le spie, le spie contrastavano i grossi, i grossi contrastavano gli ingegneri, il tutto mentre sul punto di controllo una manica di soldati e demolitori se le davano di santa ragione. C’era il cecchino che silenziosamente accumulava 200 kill, l’esploratore che in qualche modo continuava ad eliminare gente a suon di attacchi melee, eppure i round venivano vinti e persi in base all’uso giudizioso delle cure dei medici.

tf2 team fortress capture the flag

L’interazione tra nove ruoli distinti è genuinamente divertente, non sono soltanto combinati alla perfezione in termini di gameplay. Non è travolgente ai livelli di guardare un cecchino di Battlefield o un operatore di Rainbow Six Siege all’opera, ma c’è qualcosa di speciale nei contrasti delle dimensioni e dei comportanti nel cast di Team Fortress 2, che rende ogni loro incontro divertente, persino dopo tutto questo tempo.

5. Quake —

DOOM ha mostrato a tutti cosa fosse uno sparatutto, ma Quake ha mostrato cosa avrebbe potuto essere. È un capolavoro di atmosfera, prima ancora che livelli strutturati in maniera diabolicamente veloce con trappole, imboscate e opportunità deliziose di spiaccicare cluster di cavalieri e ogre con un lanciagranate. Ciascuno dei suoi episodi sembra, persino adesso, trasportarti in un’altra dimensione. Un luogo le cui componenti non paiono avere troppo senso – avete mai sentito parlare di cavalieri medievali nello spazio? – ma che sembrano così realistiche e coinvolgenti.

quake gameplay

Fatelo partire ora, con tutta la vostra esperienza accumulata in vent’anni di sparatutto, e vi ricorderà quanto intelligente possa essere il level design nei suoi momenti migliori. id Software sta giocando con voi, scherzando e terrorizzandovi ad ogni passo, ad un livello a cui nessun altro è ancora arrivato.

4. Wolfenstein 2: The New Colossus —

Uno sparatutto moderno in prima persona che si interessa di dipingere personaggi vividi nella stessa misura in cui crea armi pesanti che sembrano uscite da una fabbrica vittoriana: Wolfenstein II: The New Colossus, una piccola gemma nell’industria videoludica degli ultimi tempi.

wolfenstein 2 new colossus

Al posto del solito battle pass, i giocatori ricevono la possibilità di tenere due armi tra le mani nello stesso momento, il tutto girando su una sedia a rotelle nei corridoi di un dirigibile. Al posto di cappelli dalla rarità autodefinita “leggendaria”, eccovi dialoghi che spaziano dai commenti sull’accettazione sociale dell’allattamento e l’analisi di terribili traumi infantili. Questo è il motivo per cui la gente si lamenta della scarsità degli sparatutto single-player: perché, nei loro momenti più rari, possono essere proprio questo.

3. Half-Life  —

Prima che Valve ci provasse con gli FPS, ecco come si raccontava una storia in questo genere. Metti un tizio muscoloso in copertina, scrivine una breve biografia nel manuale del gioco, ad esempio “Brian Gunn è un ex poliziotto con un conto in sospeso con i suoi nuovi padroni di casa alieni”, fai partire le sparatorie. All’epoca non esisteva un linguaggio visivo o meccanico per creare momenti cinematografici scriptati, né i creatori di videogiochi progettavano il mondo attorno al gioco e le sue regole prima di addentrarsi nel gameplay.

half life gameplay

Questa è la ragione per cui è così bello andare su quel treno all’inizio di Half-Life, il motivo per cui gli NPC scienziati davano un senso di contesto che rendeva l’esperimento finito male tanto mozzafiato e disturbante. Ed è per questo che ogni puzzle e sequenza lineare scriptata che sarebbe venuta da lì in avanti ti avrebbe preso così tanto. I videogiochi semplicemente non erano così, prima di quel fatidico turno di Gordon alla camera di prova.

2. Doom —

La ragione per cui state scuotendo il capo in questo momento è perché tutti sanno già esattamente, precisamente, ad un livello molecolare, quanto sia buono Doom. State sentendo quella canzone nella vostra testa dal momento in cui ne avete letto il nome, non è vero?

doom gameplay

Quindi cosa fare con un gioco che è culturalmente indelebile, se non metterlo in questa lista dei migliori sparatutto? Dare il suo posto al Doom del 2016? Beh, in realtà non sarebbe una cattiva idea. Gli ultimi giochi di Doom sono stati straordinari, avendo trovato un modo di tradurre la velocità e la ferocia della visione originale di id in mondi 3D completamente poligonali, dove le brutali animazioni del corpo a corpo partono ogni 0.7 secondi. Ma il fatto è che l’originale del 1993 è ancora una meraviglia da giocare e non solo per la nostalgia canaglia. È una di quelle  cose che succedono una volta sola nella vita: videogiochi perfetti, che semplicemente non è giusto smettere di celebrare.

1. Counter-Strike: Global Offensive —

Sono passati 21 anni da quando Counter-Strike è sbucato fuori come mod di Half-Life e ha trovato un suo pubblico. Ma quello che colpisce davvero, oltre alla sua longevità, è quanto poco del gioco sia cambiato da allora. La luce del sole rimbalza sulle superficie riflettenti e gettano ombre complesse su Dust II ora in CS:GO, ma è pur sempre Dust II. Potete abbellire il vostro AK-47 con una skin che costa quanto un’auto usata decente, ma è pur sempre l’AK-47 con cui avete difeso Aztec nella 1.6. La verità è che questo gioco è basato su una premessa imbattibile, che infatti non è stata ancora battuta.

cs go gameplay

L’economia di ciascun round aggiunge un’altra piega a quello che è già un gioco tattico. Non è che state soltanto piazzando una bomba o salvando ostaggi, ma lo state facendo mentre pensate ai due round successivi, sapendo che, se li vincete entrambi, l’altro team sarà costretto ad usare la pistola. E, nel mentre, un elaborato scambio di messaggi in codice vengono scambiati con un’efficienza che impressionerebbe un controllore del traffico aereo. Nonostante tutta quella strategia, però, è ancora oggi il re della precisione. Il matrimonio perfetto tra meccaniche e ragionamento.

Scritto da Phil Iwaniuk per GLHF

We would love to give thanks to the writer of this short article for this outstanding material

Migliori FPS: i 15 migliori sparatutto mai fatti – eSports & Gaming

Decode The News Podcast